Disturbo Borderline di Personalità

Le caratteristiche essenziali del Disturbo Borderline di Personalità sono impulsività e instabilità che si manifestano in ambito relazionale, umorale e nella percezione di sé.

La sintomatologia del Disturbo Borderline di Personalità è molto varia e si esprime in quattro aree:

  • Rapporti Interpersonali tumultuosi e segnati dall’alternanza di idealizzazione e svalutazione, e paura dell’abbandono
  • Affetti dominati dalla rabbia e da un senso di vuoto
  • Identità intabile e deficitaria
  • Impulsività

L’atteggiamento del soggetto Borderline è spesso quello di chi ritiene gli altri responsabili delle proprie afflizioni e dei propri problemi.

Le sue relazioni sono per lo più caotiche e contraddittorie e i sentimenti provati nei confronti delle persone significative, oscillano tra la dipendenza e l’ostilità: da una parte provano angoscia all’idea di poter essere abbandonati, dall’altra temono di essere sopraffatti e di perdere la propria identità nelle relazioni intime.

I soggetti Borderline sono portati a manipolare le persone per i propri scopi, ma i loro “ricatti affettivi”, come scoppi d’ira, tentativi di suicidio e via dicendo, che avrebbero il fine di ottenere attenzione e rassicurazione, finiscono quasi sempre per allontanare gli altri.

Alle esperienze frustranti reagiscono con rabbia, sentimento che li induce a compiere atti impulsivi, spesso gravemente autodistruttivi, come: incidenti automobilistici, abuso di sostanze, tentativi di suicidio e automutilazioni, rischiosa promiscuità sessuale.

Caratteristico del Borderline è il cronico sentimento di vuoto, spesso accompagnato da un’angosciante incertezza circa la propria identità, che si estende a varie aree: il ruolo di genere, l’orientamento sessuale, le mete e i valori personali e professionali, la capacità di differenziare i propri pensieri e sentimenti da quelli degli altri, l’immagine di sé e del proprio corpo. Questa grave confusione interna diventa particolarmente acuta quando il soggetto è lasciato a se stesso e questo spiega la difficoltà di questi soggetti, se non addirittura il terrore, della solitudine e la loro ricerca frenetica di relazioni sulle quali finiscono per riversare la loro angoscia e i loro conflitti.

Le caratteristiche essenziali del Disturbo Borderline di Personalità sono:

  • Una modalità pervasiva di instabilità delle relazioni interpersonali, dell’immagine di sé, dell’umore e una marcata impulsività, come indicato da 5 o più dei seguenti elementi:
    • Sforzi disperati di evitare un reale o immaginario abbandono
    • Un quadro di relazioni interpersonali instabili e intense, caratterizzate dall'alternanza tra gli estremi di iperidealizzazione e svalutazione
    • Alterazione dell'Identità: immagine di sé e percezione di sé marcatamente e persistentemente instabili
    • Impulsività in almeno due aree che sono potenzialmente dannose per il soggetto, quali: spendere, sesso, abuso di sostanze, guida spericolata, abbuffate
    • Ricorrenti Minacce, Gesti, Comportamenti Suicidari o Comportamenti Automutilanti
    • Instabilità Affettiva dovuta a una marcata reattività dell'umore
    • Sentimenti cronici di vuoto
    • Rabbia immotivata e intensa, o difficoltà a controllare la rabbia
    • Ideazione Paranoide o gravi sintomi dissociativi transitori legati allo stress

Il Disturbo Borderline compare nella prima età adulta.

Gli individui con il Disturbo Borderline di Personalità compiono sforzi disperati per evitare abbandoni reali o immaginari. La percezione della separazione, o del rifiuto imminenti, o la perdita di qualche strutturazione esterna, possono portare ad alterazioni profonde dell'immagine di sé, dell'umore, della cognitività e del comportamento.

Questi individui sono molto sensibili alle circostanze ambientali. Provano intensi timori di abbandono e rabbia inappropriata anche quando si trovano ad affrontare separazioni reali limitate nel tempo o quando intervengono cambiamenti di progetti inevitabili, per esempio, provano una disperazione improvvisa come reazione all'annuncio del terapeuta che la seduta è terminata; oppure un panico intenso o furore quando qualcuno, per loro importante, è in ritardo di pochi minuti o deve disdire un appuntamento. Possono credere che questo "abbandono" implichi che essi sono "cattivi". Questi timori di abbandono sono correlati ad un'intolleranza a stare soli e ad una necessità di avere persone con loro.

Gli individui con il Disturbo Borderline di Personalità hanno una modalità di relazione instabile e intensa. Possono idealizzare protettori o amanti potenziali al primo o al secondo incontro, chiedere di trascorrere molto tempo insieme e condividere i dettagli più intimi all'inizio di una relazione. Comunque, possono passare rapidamente dall'idealizzazione alla svalutazione delle altre persone, sentire che l'altra persona non si occupa abbastanza di loro, non dà abbastanza, non è abbastanza "presente". 

Empatizzano con gli altri e li coccolano, ma solo con l'aspettativa che gli altri saranno "presenti" a loro volta per soddisfare le loro necessità. Sono inclini a cambiamenti improvvisi e drammatici della loro visione degli altri, che possono essere visti alternativamente come supporti benefici o come crudelmente punitivi. Tali variazioni, spesso, riflettono la disillusione nei confronti di un curante, le cui qualità di accudimento sono state idealizzate, o da parte del quale ci si aspetta il rifiuto o l'abbandono. Questi individui possono improvvisamente passare dal ruolo di supplice, bisognoso di aiuto, a quello di giusto vendicatore di un maltrattamento precedente.

Può esservi un disturbo dell'Identità caratterizzato da un'immagine di sé, o da una percezione di sé marcatamente e persistentemente instabile. Vi sono variazioni improvvise e drammatiche dell'immagine di sé, caratterizzate da cambiamenti di obiettivi, di valori e di aspirazioni. Possono esservi improvvisi cambiamenti di opinioni e di progetti a proposito della carriera, dell'identità sessuale, dei valori e dei tipi di amici. Sebbene abbiano di solito un'immagine di sé che si basa sull'essere cattivi o dannosi, possono talvolta sentire di non esistere affatto. Questo avviene quando il soggetto percepisce la mancanza di una relazione significativa, di accudimento e supporto.

Gli individui con questo disturbo manifestano impulsività in almeno due aree potenzialmente dannose per sé. Possono giocare d'azzardo, spendere soldi in modo irresponsabile, fare abbuffate, abusare di sostanze, coinvolgersi in rapporti sessuali non sicuri o guidare spericolatamente.

Gli individui con il Disturbo Borderline di Personalità manifestano ricorrenti comportamenti, gesti o minacce suicidari o comportamenti automutilanti, come tagliarsi, bruciarsi, graffiarsi. La tendenza ricorrente al suicidio è spesso la ragione per cui questi individui chiedono aiuto. Le azioni autodistruttive sono di solito precipitate da minacce di separazione, o di rifiuto, o dall'aspettativa di assumere maggiori responsabilità. L'automutilazione può verificarsi durante esperienze dissociative e spesso porta sollievo, riaffermando la capacità di sentire o di espiare la sensazione dell'individuo di essere cattivo.

Gli individui con il Disturbo Borderline di Personalità possono manifestare instabilità affettiva dovuta ad una marcata instabilità dell'umore, per esempio, intensa disforia, irritabilità o ansia episodica che di solito durano poche ore e, solo raramente, più di pochi giorni. L'umore disforico di base di chi è affetto da Disturbo Borderline di Personalità è spesso spezzato da periodi di rabbia, panico o disperazione ed è raramente sollevato da periodi di benessere o soddisfazione. Questi episodi possono riflettere l'estrema reattività dell'individuo al disagio interpersonale.

Gli individui con il Disturbo Borderline di Personalità possono essere afflitti da sentimenti cronici di vuoto. Facilmente annoiati, possono costantemente ricercare qualcosa da fare. Frequentemente esprimono rabbia inappropriata ed intensa, o hanno difficoltà a controllare la propria rabbia. Possono manifestare estremo sarcasmo, amarezza costante o esplosioni verbali. La rabbia è spesso suscitata dal vedere un curante o un amante come disattento, rifiutante, poco dedito, o abbandonante. Tali sensazioni di rabbia sono spesso seguite da vergogna e senso di colpa e contribuiscono alla sensazione di essere cattivi.

Durante i periodi di stress estremo, possono manifestare ideazione paranoide o sintomi dissociativi transitori, per esempio, depersonalizzazione. Questi episodi, però, si manifestano più frequentemente in risposta ad un abbandono reale o immaginario. I sintomi tendono ad essere transitori, durano pochi minuti o ore. Il ritorno reale o percepito della funzione di accudimento, da parte della figura accudente, può determinare una remissione dei sintomi.

MANIFESTAZINI E DECORSO

Gli individui con il Disturbo Borderline di Personalità possono avere una modalità di boicottaggio di se stessi nel momento in cui l'obiettivo è sul punto di essere realizzato, per esempio, il ritirarsi da scuola quando sono in procinto di diplomarsi; regredire gravemente dopo una discussione su come sta andando bene la terapia; distruggere una relazione proprio quando è chiaro che potrebbe durare.

Alcuni soggetti sviluppano sintomi simil-psicotici durante periodi di stress, per esempio, allucinazioni, distorsioni dell'immagine corporea, idee di riferimento e fenomeni ipnagogici.

Possono sentirsi più sicuri con oggetti transazionali che nelle relazioni interpersonali, per esempio, possedere un animale domestico o un oggetto inanimato.

Dalle condotte di abuso autoinflitte o dai tentativi di suicidio mancati possono derivare menomazioni fisiche.

Sono comuni perdite ricorrenti del lavoro, interruzione della scolarità e rottura di matrimoni.

Nella storia infantile di persone con il Disturbo Borderline di Personalità sono più comuni l'abuso fisico o sessuale, l'incuria, il conflitto ostile e la perdita precoce o la separazione dei genitori.

I comuni disturbi concomitanti sono: Disturbi dell'Umore, Disturbi Correlati a Sostanze, Disturbi dell'Alimentazione in particolare la Bulimia, il Disturbo Post Traumatico da Stress e il Disturbo da Deficit dell'Attenzione/Iperattività.

Il Disturbo Borderline di Personalità è frequentemente concomitante con altri Disturbi di Personalità.

Il decorso più frequente è rappresentato da instabilità cronica nella prima età adulta. Sebbene la tendenza verso le intense emozioni, l'impulsività e l'intensità nelle relazioni sia spesso presente per tutta la vita, i soggetti che affrontano l'intervento terapeutico, spesso, mostrano un miglioramento che talvolta inizia nel primo anno.

Durante il terzo e quarto decennio di vita, la maggior parte degli individui raggiunge una maggiore stabilità nelle loro relazioni e nel funzionamento professionale.

SPIEGAZIONE E TRATTAMENTO

Il Disturbo Borderline di Personalità ha una eziologia multifattoriale. Tre sono i fattori principali: l'ambiente familiare traumatico e caotico che determina separazioni precoci, disaccordo emozionale, comportamenti di rifiuto e trascuratezza nei confronti del bambino, insensibilità rispetto ai suoi sentimenti e bisogni, e traumi di diversa entità; un temperamento costituzionalmente vulnerabile; eventi scatenanti, come il tentativo di stabilire una relazione intima, andare a vivere da soli, abusi sessuali o altre esperienze traumatiche.

Diversi sono i modelli interpretativi, psicoanalitici e non, del Disturbo Borderline della Personalità.

Per descrive e spiegare sinteticamente e non esaustivamente questo disturbo, possiamo individuare nella fase della separazione-individuazione la possibile causa della patologia. Infatti, in questa fase dello sviluppo psichico del bambino, tra i 18 e i 24 mesi, cioè quando il bambino è riuscito ad allontanarsi dalla madre e aver iniziato ad acquisire la consapevolezza di sé, come entità separata, e dopo aver esplorato l'ambiente, godendo della capacità del movimento e dell'autonomia da poco acquistate, ritorna a lei per paura di perderla, ma teme che un'eccessiva vicinanza possa mettere in crisi l'autonomia e la separazione da poco conquistate. Fattori disturbanti, che intervengano in questo periodo, possono alterare le normali relazioni madre-figlio, causando un grave impoverimento nello sviluppo del sentimento di sé, con il risultato che il bambino diventerà un individuo profondamente confuso circa la propria identità, estremamente vulnerabile agli eventi di separazione, incapace di tollerare la solitudine e di vivere senza angoscia, tanto la lontananza dalle persone significative, quanto l'intimità con esse.

Il principale tra questi "fattori disturbanti" può essere un eccesso di aggressività innata del bambino, che lo spinge a reagire in maniera inadeguata e disadattativa all'angoscia e ai sensi di colpa legati all'incapacità di integrare le immagini "totalmente buone" e quelle "totalmente cattive" del sé e dell'oggetto, di modulare gli affetti più intensi, sublimare gli impulsi, utilizzare la coscienza per finalizzare il comportamento.

Altri autori sottolineano il ruolo della madre, che si proporrebbe al figlio in maniera contraddittoria, inviandogli più o meno consapevolmente il messaggio che la crescita e l'individuazione comportano la perdita del suo amore. Quindi, se da una parte il bambino cerca di costruirsi una propria identità, sentendosi pervaso da sentimenti di abbandono, rabbia e disperazione, dall'altra rifiuta la propria autonomia, sentendosi però frustrato, vuoto e smarrito. Infatti, i pazienti Borderline sono costantemente vittime di un dilemma: quando si sentono molto vicini a una persona provano panico per paura di un eccessivo coinvolgimento, ma quando si sentono eccessivamente separati vivono un abbandono traumatico.

Gli studi empirici però hanno suggerito che comportamenti di trascuratezza e ipercoinvolgimento sembrano essere comuni nelle esperienze dei pazienti Borderline, e che entrambi i genitori trascurano le loro responsabilità genitoriali.

Il soggetto borderline non ha sviluppato una memoria evocativa, cioè la capacità di riprodurre immagini interne confortanti delle persone significative durante la loro assenza. Ne consegue un costante vissuto di angoscia abbandonica, che giustifica i sentimenti di vuoto e le tendenze depressive di questi pazienti, la loro dipendenza adesiva, l'ostilità e la rabbia  che provano nei confronti degli altri.

Infine, sicuramente alla base di questo disturbo è presente, nella storia del soggetto, un trauma infantile. L'abuso durante l'infanzia è uno dei fattori più rilevanti nell'eziologia del disturbo.

Nel percorso di Psicoterapia, quindi, si dovranno esplorare: la relazione oggettuale, l'introiezione dell'immagine materna, il processo di separazione-individuazione, il processo di strutturazione dell'Io e l'organizzazione del Sé.

Sarà opportuno conoscere il sistema familiare per individuare le determinanti ambientali responsabili dello sviluppo e del mantenimento del disturbo. A tale fine, sarà opportuno conoscere le regole, i sottosistemi, le gerarchie, i ruoli, i confini, il livello comunicativo presente nel sistema familiare.

Gli obiettivi della terapia saranno: promuovere l'integrazione dell'Io e sviluppare uno stabile rapporto con la realtà e la gestione degli impulsi, favorendo soprattutto la canalizzazione dell'aggressività; favorire la costruzione di un oggetto integrato costante, al quale il soggetto può rapportarsi senza oscillare tra idealizzazione e svalutazione. Questo potrà permettere l'integrazione del Sé e una percezione degli altri non più scissa.

Lo scopo finale sarà quello di favorire la costruzione di una identità capace di un buon esame di realtà e di relazionarsi in modo adeguato.

Al fine di realizzare tutto questo la Terapia dovrà essere inizialmente Supportiva ed in seguito anche Espressiva.

Un approccio largamente utilizzato è quello Sistemico Relazionale sia individuale che familiare, dove sarà importante la sostituzione delle regole spesso disfunzionali e ambigue, con regole funzionali e chiare.

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