Disturbo del Ritmo Circadiano del Sonno

Il Ritmo Circadiano è un ritmo caratterizzato da un periodo di 24 ore. Il ritmo veglia-sonno è un esempio di Ritmo Circadiano.

La caratteristica essenziale del Disturbo del Ritmo Circadiano del Sonno è una modalità persistente o ricorrente di interruzione del sonno, che risulta dall’alterata funzione del sistema del Ritmo Circadiano o da uno squilibrio fra il Ritmo Circadiano sonno-veglia del soggetto, da un lato, e le istanze esterne concernenti i tempi e la durata del sonno, dall’altro.

Diversamente dagli altri Disturbi del Sonno, questo disturbo non deriva dai meccanismi di generazione del sonno e della veglia.

I soggetti con tale disturbo, possono lamentarsi di insonnia in certi momenti del giorno e di eccessiva sonnolenza in altri, con conseguente menomazione del funzionamento sociale, lavorativo o di altre aree importanti, oppure con rilevante disagio soggettivo.

I problemi di sonno non possono essere attribuiti ad altri Disturbi del Sonno o ad altri disturbi mentali, e non sono dovuti agli effetti diretti di una sostanza o di una condizione medica generale.

Questi soggetti variano ampiamente nella loro capacità di adattamento ai cambiamenti e ai bisogni circadiani.

Molti soggetti non chiedono un trattamento, quelli che si presentano ad una visita sono, molto spesso, preoccupati per la gravità o la persistenza dei loro sintomi. Per esempio, non è inusuale per dei lavoratori turnisti presentarsi ad una visita dopo essersi addormentati mentre si trovavano al lavoro o alla guida di un veicolo.

La diagnosi di Disturbo del Ritmo Circadiano si basa primariamente sulla storia clinica, incluse le abitudini di lavoro, sonno, sonnellini e tempo libero.

Del Disturbo Circadiano del Sonno ne esistono 4 sottotipi:

  • Tipo a Fase del Sonno Ritardata
  • Tipo da Salto di Fusi Orari
  • Tipo da Turno Lavorativo
  • Tipo Non Specificato

Il Tipo a Fase del Sonno Ritardata è caratterizzato da un ritardo dei ritmi circadiani, che include il ciclo sonno-veglia, rispetto alle convenzioni sociali. La misurazione dei ritmi circadiani endogeni, per esempio, la temperatura del corpo, i livelli plasmatici di melatonina, durante l’abituale ritmo sonno-veglia del soggetto, rispecchia questo ritardo.

Si ipotizza che questi soggetti, detti anche “Gufi Notturni“, abbiano una incapacità di anticipare la fase delle ore di sonno-veglia, o un’alterazione nell’abituale allineamento del sonno con altri ritmi circadiani. Di conseguenza questi soggetti sono “bloccati” nella loro abitudine di coricarsi tardi e non riescono a spostare in dietro le ore di sonno.

I soggetti, frequentemente, vanno a letto più tardi e si svegliano più tardi nei fine settimana o durante le vacanze, con una riduzione delle difficoltà di inizio del sonno e di risveglio.

I soggetti lamentano la difficoltà di addormentarsi nelle ore considerate accettabili, secondo le convenzioni sociali, e hanno una difficoltà concomitante, a svegliarsi nelle ore stabilite come accettabili dalle norme sociali, per esempio, numerose sveglie spesso non servono a svegliare il soggetto.

Molti soggetti con questo disturbo saranno cronicamente deprivati del sonno come risultato della necessità di svegliarsi per i doveri sociali e lavorativi del mattino. Può risultare sonnolenza nel periodo di veglia desiderato.

Tipicamente, essi potranno presentare: difficoltà scolastiche, lavorative e sociali, che sorgono dalla loro incapacità a svegliarsi nelle ore desiderate.

Se svegliati prima dell’ora prestabilita dal sistema circadiano di regolazione del tempo, i soggetti possono dimostrare “ubriachezza da sonno“, cioè estrema difficoltà di risveglio, confusione e comportamento inappropriato. 

La qualità delle prestazioni spesso segue un andamento ritardato con un picco di efficienza che si manifesta nelle tarde ore della sera.

Esordisce tipicamente nell’adolescenza, spesso, dopo un evento stressante. Senza un intervento il disturbo dura per anni o decadi, ma si può correggere da solo data la tendenza della fase del ritmo circadiano endogeno ad anticipare con l’età.

Infine, questo tipo di Disturbo del Ritmo Circadiano del Sonno è stato associato con aspetti di Personalità Schizoidi, Schizotipici e di Evitamento, particolarmente negli adolescenti, così come con sintomi depressivi e Disturbi Depressivi.

Nel Tipo da Salto di Fusi Orari, il ciclo sonno-veglia circadiano endogeno è normale e il disturbo insorge dal conflitto tra il ritmo di sonno-veglia generato dal sistema circadiano e il ritmo si sonno-veglia richiesto da un nuovo fuso orario.

Questi pazienti lamentano un disequilibrio fra le ore desiderate e quelle obbligate per il sonno e la veglia. La gravità dello squilibrio è proporzionale al numero di fusi orari attraversati viaggiando, con un massimo di difficoltà osservato dopo aver viaggiato attraverso otto o più fusi orari in meno di 24 ore.

Per la maggior parte dei soggetti è, tipicamente, più difficile tollerare di viaggiare verso est, anticipando le ore di sonno-veglia, che verso ovest, posticipando le ore di sonno-veglia.

Questo sottotipo del Disturbo del Ritmo Circadiano del Sonno può essere più comune in soggetti mattinieri, detti anche “Allodole Mattutine“.

È spesso accompagnato da altri sintomi quali: compromissione della concentrazione e della memoria, compromissione della coordinazione, debolezza, sensazione di testa vuota, cefalea, stanchezza, malessere, ridotto appetito ed indigestione. Questi sintomi possono correlarsi non solo al conflitto circadiano ma anche ad altre condizioni di viaggio, come la deprivazione di sonno, consumo di alcool e caffeina, diminuzione della pressione dell’aria ambientale nelle cabine dell’aeroplano.

Dati sperimentali e studi sul campo indicano che il sistema circadiano, richiede approssimativamente 1 giorno per fuso orario attraversato viaggiando per risincronizzarsi su una nuova ora locale.

Il Tipo da Salto di Fusi Orari può precipitare o esacerbare in un Episodio Maniacale o Depressivo Maggiore.

Tipo da Turno Lavorativo. In questo tipo di Disturbo del Ritmo Circadiano del Sonno, il ciclo sonno-veglia circadiano endogeno è normale, e il disturbo insorge dal conflitto tra il ritmo di sonno-veglia generato dal sistema circadiano e il ritmo sonno-veglia adattato ai turni lavorativi.

I programmi di turni notturni, con un ritorno a programmi diurni nei giorni liberi, e di turni rotativi sono i più disturbanti, poiché costringono il ciclo sonno-veglia a rimanere in ritmi circadiani aberranti, impedendo qualunque adattamento stabile.

I lavoratori con questi turni tipicamente presentano una minore durata di sonno e più frequenti disturbi della continuità del sonno rispetto a quelli che lavorano la mattina e il pomeriggio. Al contrario, questi soggetti, possono sentirsi assonnati o addormentarsi proprio nel periodo desiderato di veglia, cioè, nel mezzo del turno lavorativo notturno.

I programmi di lavoro che coinvolgono turni che ruotano lentamente o rotazioni a turni progressivamente più precoci, cioè notte-pomeriggio-giorno, sono associati anche a gradi più elevati di alterazione del sonno e ad altre lamentele rispetto a differenti tipi di programmi di turno rotativo.

Lo squilibrio circadiano del Tipo da Turno Lavorativo è inoltre esacerbato da un tempo di sonno insufficiente, dalle richieste sociali e familiari e dai rumori ambientali durante i periodi programmati per dormire.

Questo tipo di Disturbo può essere più comune nei soggetti mattutini.

La concentrazione e l’attenzione, la performance e la vigilanza sono spesso compromessi nelle ore di veglia desiderate.

Si osservano nei turnisti ridotta qualità di vita e disfunzioni nei ruoli lavorativi, familiari e sociali, in modo particolare in quelli che hanno difficoltà di sonno.

Il lavoro a turno è un fattore di rischio per gli incidenti correlati alla sonnolenza sul lavoro e alla guida di veicoli.

Questo disturbo persiste fintanto che il soggetto lavora con quel particolare programma. La remissione sintomatologia generalmente si verifica entro 2 settimane dal ritmo a un normale ciclo sonno-veglia giornaliero.

Il Tipo da Turni Lavorativi può precipitare o esacerbare in un Episodio Maniacale o Depressivo Maggiore e a sintomi depressivi.

Tipo Non Specificato. Questo tipo di Disturbo del Ritmo Circadiano del Sonno dovrebbe essere indicato se è presente un altro tipo di disturbo circadiano del sonno, per esempio, Fase Anticipata del Sonno, Ritmo sonno-veglia diverso dalle 24 ore, o Ritmo sonno-veglia Irregolare.

Il Tipo a Fase del Sonno Anticipata è analogo al Tipo a Fase del Sonno Ritardata, ma va nella direzione opposta: i soggetti lamentano un’incapacità a rimanere svegli alla sera, e risvegli spontanei nelle prime ore del mattino.

Il Ritmo sonno-vegli diverso dalle 24 ore denota un ciclo a ruota libera: il programma sonno-veglia segue un periodo di ritmo circadiano endogeno di approssimativamente 24-25 ore a dispetto della presenza di stimoli ambientali che scandiscono le 24 ore.

In contrasto con lo stabile ritmo sonno-veglia dei Tipi con Fase di Sonno Anticipata o Ritardata, i cicli sonno-veglia di questi soggetti diventano progressivamente ritardati rispetto alle 24 ore dell’orologio, producendo un ritmo sonno-veglia mutevole lungo i giorni successivi, per esempio, diversi giorni di insonnia iniziale seguita da giorni di sonnolenza diurna seguiti a loro volta da giorni in cui è difficile stare svegli in serata.

Il Ritmo sonno-veglia Irregolare indica l’assenza di uno schema sonno-veglia identificabile.

Il Disturbo del Ritmo Circadiano del Sonno deve essere distinto dai tipi normali di sonno e dagli adattamenti normali secondari ad una modificazione del ciclo.

La distinzione sta nella persistenza del disturbo, nella presenza e nel grado di menomazione sociale e lavorativa. Per esempio, molti adolescenti e giovani adulti mantengono cicli sonno-veglia ritardati, ma senza stress o interferenza con le attività di routine della scuola o del lavoro.

Similmente molti soggetti si caratterizzano o come “Gufi Notturni” o come “Allodole Mattutine“, per la loro preferenza di ritmo di sonno tardivo o precoce. Queste tendenze non giustificano la diagnosi del disturbo.

Quasi ogni persona che viaggi attraverso fusi orari sperimenterà una sregolazione transitoria del sonno, la diagnosi in questi casi è riservata a quei soggetti che abbiano necessità di frequenti viaggi e presentino gravi disturbi del sonno e difficoltà lavorative.

Il Tipo a fase di Sonno Ritardata deve essere differenziato dai quadri intenzionali di sonno ritardato. Certi individui, che volontariamente ritardano l’inizio del sonno per partecipare ad attività sociali o lavorative, possono lamentare difficoltà di risveglio. Quando sia loro permesso, questi soggetti, si addormentano prontamente e prima delle ore abituali, e dopo un periodo di recupero del sonno, non presentano difficoltà significative di risveglio al mattino.

Altri soggetti, in particolare bambini e adolescenti, possono intenzionalmente far slittare le ore di sonno per evitare impegni scolastici o familiari. Le difficoltà di risveglio svaniscono quando vengono programmate attività desiderate nelle ore del mattino.