Episodio Maniacale

L‘Episodio Maniacale è un periodo di umore anormalmente e persistentemente elevato, espansivo o irritabile, della durata di almeno una settimana o di qualsiasi durata se è necessaria l’ospedalizzazione, e almeno 3 dei seguenti sintomi:

  • Autostima Ipertrofica o Grandiosità
  • Ridotto Bisogno di Sonno
  • Maggiore Loquacità o Spinta Continua a Parlare
  • Fuga delle Idee
  • Distraibilità
  • Aumento dell’Attività Finalizzata o Agitazione Psicomotoria
  • Eccessivo coinvolgimento in attività ludiche con un potenziale di conseguenze dannose

Il primo Episodio Maniacale si verifica prima dei 25 anni di età ed insorge spesso in pochi giorni, a volte, preceduto da un Episodio Ipomaniacale.

L’alterazione dell’umore provoca una marcata compromissione del funzionamento sociale o lavorativo e delle relazioni interpersonali o è sufficientemente grave da richiedere l’ospedalizzazione, oppure sono presenti manifestazioni psicotiche.

I sintomi della Mania si instaurano gradualmente in 3-4 giorni e consistono in sensazioni di benessere, aumentata energia che si esprime con un ridotto bisogno di sonno, con un aumento dell’appetito e della spinta sessuale, incremento dei rapporti interpersonali, aumento della progettualità e delle iniziative in vari campi: economico, lavorativo, sentimentale o sessuale, compresi quelli inopportuni o rischiosi a causa della precipitosità entusiastica, della superficialità avventata e della ridotta critica con cui vengono intrapresi.

Il paziente non si rende conto della malattia, è convinto di godere di una buona salute psichica, forte della sensazione soggettiva di benessere.

Il Tono dell’Umore è elevato fino all’esaltazione euforica, che si esprime con allegria, battute, scherzi, motteggi e giochi di parole, espansività e comunicazione contagiosa, loquacità irrefrenabile fino alla logorrea. L’umore espanso e i relativi comportamenti non tardano a diventare sproporzionati o in contrasto con l’ambiente circostante, caricati fino al grottesco, disturbanti, irriverenti o francamente fastidiosi. Il paziente non riesce a controllarsi o a modulare la propria affettività, avendo perso il senso della misura, l’empatia e il rispetto per le esigenze degli altri.

Se il paziente viene contraddetto o frenato nelle sue manifestazioni o richieste, diviene ostile, irritabile, prepotente, litigioso, insultante o rivendicativo, con esplosioni di rabbia cui si possono associare comportamenti aggressivi.

L’aumento del livello di energia si manifesta con iperattività, affaccendamento senza sosta e senza sensazione di fatica, anche nelle ore notturne poiché il paziente, eccitato ed insonne, non riesce a fermarsi, vuole fare più cose contemporaneamente e sfrutta tutto il tempo a disposizione.

A causa della disinibizione, sono frequenti comportamenti a rischio come: la guida spericolata, l’uso di sostanze, le trasgressioni in genere delle regole e delle convenzioni sociali, che vengono considerate con sufficienza o fastidio e come un ingiusto freno alle proprie esuberanti iniziative.

L’eloquio è accelerato fino alla logorrea, con tono della voce elevato. Col crescere della pressione interna diventa difficile per il paziente tener dietro alla velocità di produzione delle idee e arriva perfino all’incoerenza o al mutismo, per l’impossibilità di articolare le parole con velocità adeguata a quella della formulazione dei pensieri.

È presente un aumento dell’autostima con una esagerata e irrealistica valutazione delle proprie risorse e capacità con un difetto di critica nei confronti dei propri limiti.

Il paziente presenta una forte distraibilità con scarsa o assente capacità di attenzione e di concentrazione, difficoltà a registrare e ricordare quanto gli accade durante il periodo maniacale.

Il pensiero mostra una patologica accelerazione che porta alla “Fuga delle Idee, caratterizzata da un flusso continuo di eloquio accelerato con bruschi cambiamenti da un argomento all’altro basati su associazioni, stimoli esterni, giochi di parole fino alle iperinclusioni, cioè l’inserimento di idee e concetti non riguardanti la discussione, e all’incoerenza. I contenuti poi, sono basati su tematiche deliranti congrue con il tono dell’umore, cioè con deliri di grandezza e di aumentata stima di Sè che fanno riferimento alla convinzione di aumento del proprio potere, valore, sapere, forza fisica, ricchezza. Si tratta cioè, di convinzioni deliranti che possono arrivare a far pensare al paziente di essere destinato ad una certa missione per volontà divina. Si possono presentare anche allucinazioni uditive o visive.

Il difetto di critica e la sopravvalutazione che il paziente dà delle proprie risorse e capacità, può spingerlo a comportamenti che implicano rischi per la salute fisica, per l’incolumità, per il patrimonio e per l’unione coniugale e familiare. L’insieme del comportamento e dei sintomi è tale da compromettere spesso non solo la relazione con il partner ma anche con i familiari, preoccupati e impauriti delle conseguenze dirompenti sull’unità familiare e patrimoniale.

La risoluzione dell’Episodio Maniacale avviene in un periodo che va da alcuni giorni a 3-4 mesi consentendo il ritorno allo stato eutimico, cioè all’umore normale.

Il ricorso al ricovero durante una Fase Maniacale si rende necessario per vari motivi: tendenza alle reazioni impulsive, rifiuto della terapia, comportamenti clamorosi, pericolosi o di danneggiamento del patrimonio, del lavoro e della reputazione; gravi disaccordi familiari; comportamenti sentimentali e sessuali caotici; esaurimento del contenimento dei familiari.

Il trattamento richiede quasi sempre il ricovero ospedaliero e frequentemente il ricorso al trattamento sanitario obbligatorio per il contemporaneo presentarsi di: presenza di una psicopatologia urgente tale da richiedere il ricovero, rifiuto della terapia, impossibilità a trattare e gestire il paziente ricorrendo a soluzioni alternative a quella del ricovero, data la sua tendenza alla clamorosità, all’impulsività, all’irrequietezza continua.